Storica risoluzione dell’Assemblea generale ONU: affrontare la crisi climatica è un dovere giuridico ai sensi del diritto internazionale e non solo una scelta politica.
di Sandro Angiolini
24 maggio 2026
Si chiude una settimana contrassegnata da notizie assai significative sul fronte dell’Ambiente. Tra queste scelgo la decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 20 maggio che ha approvato, con 141 voti favorevoli e 28 astensioni, un’importante risoluzione per la giustizia climatica. Il testo rafforza il parere della Corte Internazionale di Giustizia (CIG – con sede all’Aja) secondo cui tutti i Governi hanno l’obbligo giuridico di affrontare il cambiamento climatico.
La precedente sentenza della Corte aveva stabilito inoltre che, se gli Stati violano tali obblighi, sono legalmente responsabili e possono essere obbligati per legge a cessare il comportamento illecito (per esempio quando non combattono a sufficienza il cambio climatico con le loro scelte di politica economica), a offrire garanzie che tale comportamento non si ripeta e a fornire una piena riparazione per i danni nel frattempo arrecati.
Si tratta di una svolta che nasce da dati scientifici ormai incontestabili. Secondo l’IPCC (il panel scientifico dell’ONU sul clima) la temperatura media globale è salita di circa 1,2°C rispetto ai livelli preindustriali. Anche se si tratta di un aumento limitato, la climatologia ha già dimostrato che variazioni apparentemente modeste dell’equilibrio termico terrestre producono effetti enormi sugli ecosistemi e sulle società umane (siccità estreme, alluvioni e così via).
A questo proposito vale la pena evidenziare (e ricordare bene) chi sono le 8 Nazioni che invece hanno votato contro la risoluzione recentemente approvata: Stati Uniti, Russia, Iran, Arabia Saudita, Bielorussia, Israele, Liberia e Yemen. Da un lato quindi quattro dei maggiori Paesi produttori di petrolio e grandi emettitori di gas serra; dall’altro quattro Stati “gregari”, più piccoli e meno potenti, ma evidentemente schierati a fianco del rispettivo “protettore” politico, qualunque sia la questione in discussione. La Cina ha invece votato a favore della risoluzione, così come l’Italia (che però ha avuto da ridire sull’ultima versione del testo).
È vero che le risoluzioni dell’Assemblea Generale hanno un valore di raccomandazione e non sono vincolanti. Ma è anche vero che l’adozione della risoluzione da parte dell’Assemblea ONU invia un messaggio significativo: affrontare la crisi climatica è un dovere giuridico ai sensi del diritto internazionale e non solo una scelta politica.
Il vero impatto si misurerà probabilmente prima nelle aule dei tribunali. Il parere della CIG, ora confermato politicamente dall’Assemblea generale, diventa un riferimento che i giudici possono utilizzare nei contenziosi climatici nazionali. In Italia, dove la riforma costituzionale del 2022 ha inserito la tutela dell’ambiente “nell’interesse delle future generazioni” all’articolo 9, il pronunciamento dell’Aja potrà quindi essere invocato da chi contesta in sede giudiziaria le politiche sull’energia da fonti fossili adottate dallo Stato.
P.S. Questa settimana ci ha purtroppo lasciati Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food. Un grande visionario che per primo ha avuto il coraggio di lanciare tante iniziative innovative per far conoscere, proteggere e valorizzare il cibo tradizionale e di qualità. Di lui voglio ricordare una sola frase: “Siamo ammalati di troppo”.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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