Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Shock energetico, in tutto il mondo misure per limitare i consumi. E in Italia? Zero

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Si tratta di iniziative di buon senso che non impattano più di tanto sugli stili di vita delle persone. Ma noi continuiamo a non imparare nulla dalle emergenze.

 

di Sandro Angiolini
17 maggio 2026

Prevenire è sempre meglio che rincorrere le emergenze ma in Italia è un concetto che non viene quasi mai attuato, a spese anche dell’ambiente. Lo dimostra, una volta di più, la recente crisi delle forniture di prodotti petroliferi conseguente al blocco dello stretto di Hormuz in Iran (a sua volta conseguente a una guerra dove gli USA hanno finora speso già qualcosa come 30 miliardi di dollari).

Una conferma in questo senso la fornisce una notizia apparsa questa settimana sul sito web del noto quotidiano britannico The Guardian, dove si apprende che il leader dei Verdi di quel Paese ha proposto, per fronteggiare la lenta ma crescente scarsità di benzina/diesel, il blocco dei voli non essenziali dei jet privati (con altissimi consumi unitari di carburante) e l’introduzione di un limite di velocità per i veicoli su strada pari a 96 km/ora (60 miglia orarie).

Io non faccio parte né dei Verdi inglesi né di quelli italiani ma ad occhio mi sembrano misure di buon senso che non impatteranno in modo significativo sugli stili di vita della stragrande maggioranza delle persone (operatori economici compresi). La seconda, in particolare, avrebbe anche il positivo effetto di ridurre gli incidenti e le morti per eccesso di velocità sulle strade.

Dopo aver “attenzionato” questa notizia sono andato per curiosità a verificare quali altre misure per gestire al meglio la domanda (cioè il consumo) di prodotti petroliferi ed energetici in generale fossero già state adottate in altri Paesi del mondo per fronteggiare la diminuzione nella loro disponibilità (oltre, si intende, ad accelerare l’attivazione di fonti di energia rinnovabile).

Il quadro che emerge da questa veloce ricerca, e che anche voi potete facilmente constatare se la farete su qualsiasi browser, è in buona parte sorprendente: dalla Francia alla Slovenia, dall’Indonesia alla Thailandia, sono già state introdotte varie iniziative per limitare il consumo di carburanti, sia nel trasporto che nel condizionamento degli edifici. Tra queste la riduzione della settimana lavorativa o il farne una buona parte da casa in remoto.

La domanda sorge spontanea: e in Italia? Zero, perlomeno a quanto mi risulta. Il risultato probabile a seguito di questa in-azione? Problemi di reperimento dei carburanti e ulteriore innalzamento dei prezzi. Ricordate una frase che circolava spesso ai tempi della pandemia di pochi anni fa: “Ne usciremo migliori “? Ecco, mi sembra che continuiamo a non imparare dalle emergenze più drammatiche e rimandiamo invece soluzioni che ci farebbe vivere complessivamente meglio (assieme all’ambiente).

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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