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Dall’Ateneo di Pisa un nuovo indice per misurare l’identità di una specie

Croco dell’Isola d’Elba
Croco dell’Isola d’Elba

Nasce il Turrill’s Omega Index: uno strumento che valuta l’affidabilità di una classificazione e può orientare la protezione della biodiversità.

 

Redazione
6 agosto 2026

PISA – Il nome scientifico in latino attribuito a una pianta o a un animale non rappresenta sempre una verità definitiva. La classificazione di una specie è infatti un’ipotesi costruita sulla base delle conoscenze disponibili e può essere corretta, integrata o smentita quando emergono nuove prove. Per rendere visibile il grado di affidabilità delle identificazioni un gruppo del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa ha sviluppato il Turrill’s Omega Index (TOI).

L’indice, illustrato in uno studio firmato dai ricercatori Lorenzo Peruzzi, Jacopo Franzoni e Antonio Giacò, permette di quantificare la consistenza degli elementi utilizzati per riconoscere una popolazione come specie autonoma. Il metodo mette insieme numerose informazioni: caratteristiche morfologiche, analisi genetiche e citogenetiche, isolamento riproduttivo, composizione chimica, distribuzione geografica e condizioni ecologiche.

Sebbene la ricerca abbia analizzato soprattutto piante della flora italiana il sistema è stato progettato per essere applicato anche ad animali, funghi e altri organismi. Tra gli esempi studiati figura il croco dell’Isola d’Elba (Crocus ilvensis), che ha raggiunto il livello massimo grazie alla concordanza di molteplici riscontri scientifici.

Più incerta appare invece la posizione dello sparviere dell’Elba (Hieracium elbanum): le conoscenze raccolte finora non sono sufficienti a dimostrare con certezza che si tratti di una specie distinta. Il TOI potrebbe diventare un sostegno concreto per biologi, ecologi e istituzioni impegnate nella conservazione. In presenza di risorse economiche e professionali limitate conoscere la solidità tassonomica delle specie aiuterebbe a stabilire priorità più trasparenti nella protezione degli organismi minacciati.

Un progetto pilota della Società Botanica Italiana sta ora applicando il nuovo parametro alle piante endemiche di alcune aree italiane di particolare valore biogeografico per verificarne l’efficacia nelle strategie di tutela. Non resta che attendere i risultati dell’applicazione pratica del nuovo strumento.

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