Nel mondo diversi giovani sono saliti all’attenzione dei media per motivi legati alla tutela dell’ambiente. Di questi tempi un segnale di speranza che fa bene al cuore.
di Sandro Angiolini
15 marzo 2026
La notizia che ho scelto di commentare questa settimana si distacca dalla media delle altre, anche perché ogni tanto ci si stanca di denunciare fatti o elementi che fanno male all’ambiente e problemi vari. È, se volete, una notizia “minore”, ma secondo me ci può dire tante cose.
Arriva dalla Gran Bretagna e racconta di un ragazzo, Ryan Hulance, che un bel giorno, quando ancora non aveva compiuto 13 anni, si è messo in testa di raccogliere lattine di alluminio usate. Non solo per ripulire l’ambiente attorno a sé ma anche per rivenderle come materia “seconda”, al prezzo di circa 30-50 centesimi per libbra (che è pari a circa 0,45 kg).
Ne ha raccolte 8 tonnellate nel giro di un anno, per l’equivalente di 20.000 dollari, che poi ha dato interamente in beneficenza. Un tipo costante, direte voi. Non c’è dubbio, anche perché i suoi genitori, superata la sorpresa iniziale, hanno cominciato a sostenerlo in questa particolare impresa. E intendono continuare nella loro opera.
Questo mi fa ricordare che nel mondo diversi giovani sono saliti all’attenzione dei media per motivi in qualche modo legati alla tutela dell’ambiente: per esempio quelli che si installano su un grande albero secolare per impedire che venga abbattuto. O altri che si impegnano in varie attività di volontariato per la difesa di determinati animali in via di estinzione, oppure nella salvaguardia del territorio, anche in casi di emergenza dopo che si sono verificate alluvioni o altri fenomeni estremi, sempre più frequenti a causa del riscaldamento globale.
Ecco, io non so se si tratti solo di persone particolarmente ottimiste o di irriducibili illusi, o semplicemente di giovani che vogliono sperimentare qualcosa di diverso dal solito. So solo che li ammiro e mi sento meglio a pensare che gente così è in giro ed è attiva. Non ha bisogno di leggi speciali o di finanziamenti a fondo perduto per agire, lo fa e basta.
Proprio in questi ultimi giorni, inoltre, leggevo su un noto quotidiano nazionale i risultati di un sondaggio svolto su un campione di 4.600 giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni che vivono in 489 città diverse al mondo (“Youth Pulse 2026”). Veniva fuori, tra le altre cose, che quasi il 95% di loro fa parte di gruppi o di comunità con un interesse comune e che questi giovani considerano il cambiamento climatico una delle minacce più serie che dovranno affrontare durante la loro esistenza. Anche se non tutti svolgono attività di volontariato in modo costante mi sembra un segnale positivo.
Considerando che ogni anno emigrano dall’Italia circa 20.000 laureati (e pensate a quanto ci sono costati come collettività…) forse possiamo coltivare ancora qualche speranza.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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