Attualità

Le pietre della resilienza: nell’Arcipelago Toscano rinascono i muretti a secco

muretti-Arcipelago-terrazzamenti_Toscana-ambiente
Muretto a secco a Marciana, isola d'Elba (foto Parco nazionale Arcipelago toscano)

Un imponente piano di recupero finanziato dal Ministero dell’Ambiente con 1,3 milioni sta restituendo stabilità e biodiversità ai terrazzamenti storici delle isole.

 

di Iacopo Ricci
19 settembre 2026

ARCIPELAGO TOSCANO (Li, Gr) – In un’epoca segnata da eventi meteo sempre più estremi e dal rischio di erosione costiera la risposta della natura e dell’uomo passa spesso da tecniche antiche. Nell’Arcipelago Toscano è entrato nel vivo un ambizioso progetto di recupero dei muretti a secco, patrimonio storico e culturale iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Promosso dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e sostenuto da un finanziamento del Ministero dell’Ambiente pari a 1,3 milioni di euro, il piano di recupero ha l’obiettivo di riqualificare le antiche strutture di pietra che disegnano i profili terrazzati delle isole. Non si tratta di semplici manufatti estetici ma di vere e proprie infrastrutture verdi essenziali per la tenuta ecologica e idrogeologica del territorio insulare.

Gli obiettivi: sicurezza, biodiversità e identità

Il piano d’azione si sviluppa lungo tre direttrici fondamentali:
– Mitigazione del dissesto idrogeologico: i muretti a secco fungono da barriera naturale contro l’erosione del suolo e il dilavamento causato dalle piogge intense. Rallentano il deflusso delle acque piovane, ne favoriscono l’infiltrazione nel terreno e stabilizzano i pendii scoscesi.
– Tutela della biodiversità: gli anfratti e gli interstizi vuoti tra le pietre rappresentano micro-habitat ideali per rettili, piccoli mammiferi, insetti impollinatori e specie vegetali rupicole.
– Valorizzazione del paesaggio e della storia: i terrazzamenti sono il simbolo della secolare agricoltura eroica insulare. Restituire loro stabilità significa conservare la memoria storica dei luoghi e migliorare la fruibilità della rete escursionistica per un turismo sostenibile.

 Le tecniche: maestria artigianale e rispetto dell’ecosistema

Il restauro segue rigorosi criteri di filologia costruttiva ed ecocompatibilità:

  1. Uso esclusivo di pietra locale: vengono impiegati materiali rocciosi autoctoni (granito, pietra calcarea o serpentino a seconda dell’isola), recuperando quanto più possibile i blocchi crollati ed evitando l’introduzione di elementi estranei.
  2. Assenza totale di leganti chimici: la posa avviene rigorosamente “a secco”, senza l’impiego di cemento o calce. La tenuta della struttura si basa unicamente sul perfetto incastro geometrico delle pietre e sulla forza di gravità.
  3. Pietra di pietrisco e drenaggio: l’interno delle murature viene riempito con pietrisco più piccolo per garantire il drenaggio naturale dell’acqua ed evitare spinte idrostatiche dannose durante le forti precipitazioni.
  4. Rispetto delle proporzioni storiche: i mastri muratori lavorano nel rispetto delle inclinazioni (scarpa) e delle geometrie originarie dei luoghi.

A che punto sono i lavori

Il piano di riqualificazione procede secondo il cronoprogramma stabilito dalle autorità di gestione del Parco:
– Isola di Capraia (completato) – Ha rappresentato il primo lotto operativo del progetto con un investimento dedicato di circa 358 mila euro. I cantieri hanno interessato la ricostruzione dei tratti crollati e il consolidamento lungo la panoramica di La Mortola (sentiero 407), il sentiero del Reganico e la via del Semaforo.
– Isola d’Elba (completato) – Sentiero 101 (Marciana – Eremo di San Cerbone): il ripristino e la messa in sicurezza delle murature storiche lungo questo storico tracciato forestale sono stati interamente completati. Il cantiere si è poi spostato alle spalle dell’abitato di Pomonte dove sono portati avanti i lavori lungo i terrazzamenti del sentiero della Grande Traversata Elbana (GTE Sud)
– Isola di Pianosa (fase finale e conclusione) Come da cronoprogramma del Parco Nazionale le lavorazioni si sono focalizzate sul recupero e il restauro dei muretti a secco gravemente deteriorati nella zona rurale affacciata su Cala Giovanna.

Intanto gli effetti dei lavori si vedono già: i versanti ripristinati, informa l’Ente Parco, stanno dimostrando un’ottima capacità di tenuta durante le piogge, a dimostrazione che la sapienza costruttiva tradizionale rimane ancora oggi una delle migliori alleate della tutela ambientale.

Foto Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Foto Parco Nazionale Arcipelago Toscano