Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

L’Europa è in fiamme: mezzo milione di ettari bruciati prima di agosto

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In fumo l’equivalente di 700mila campi di calcio. Il clima che cambia impone nuove scelte, dalla prevenzione a tappeto a una rivoluzione del turismo estivo.

 

di Sandro Angiolini
26 luglio 2026

Qualsiasi buon economista sta attento ai numeri e ci ragiona sopra. Ieri sera alla televisione di Stato ne ho sentito uno che mi ha fatto subito drizzare le sopracciglia: nell’Unione Europea, quest’estate, è già andato (letteralmente) in fumo mezzo milione di ettari.
Può sembrare un numero basso ma equivale a 5 miliardi di metri quadrati di terreno. O, se preferite, alla superficie di oltre 700.000 campi da calcio; e non siamo ancora ad agosto. Tutto questo mi fa pensare a varie cose:

– faccio ancora fatica a credere che ci siano persone per le quali la lotta al cambiamento climatico non debba rappresentare una priorità per ogni governo del pianeta. Soprattutto per quelli europei, dato che è la zona del mondo che tende a riscaldarsi di più;

– non si capisce perché non si facciano campagne di sensibilizzazione a tappeto prima che si entri dentro l’estate, per aumentare la consapevolezza delle persone su come prevenire incendi e risparmiare nell’uso dell’acqua (che tra le altre funzioni serve anche a spegnerli);

– tra le varie attività di volontariato che ho fatto nella mia vita c’è stata per qualche anno anche il monitoraggio/avvistamento di incendi. Ricordo che sul sito della Regione Toscana si possono trovare informazioni sulle associazioni che accolgono questi volontari (chiunque abbia 18 anni).

Più in generale due altre riflessioni mi sembrano appropriate rispetto al crescente aumento delle temperature a cui stiamo assistendo e che almeno per i prossimi 15-20 anni (in un’ipotesi ottimistica) è destinato a continuare:

cambieranno per molti le scelte di vacanza: ci stiamo rendendo conto che prenderle di luglio e agosto può essere un rischio, sotto vari aspetti. Per questo gli enti pubblici e le imprese private dovrebbero facilitare periodi di vacanza nella cosiddetta “media” o “bassa” stagione. Di conseguenza anche il calendario scolastico dovrà tenerne conto e adeguarsi, anche se ormai in Italia sono quasi più i laureati che annualmente scappano all’estero dei nuovi nati;

le località di alta collina e montagna potrebbero beneficiare di queste tendenze e ritrovare slancio dal punto di vista economico, sociale e culturale. In Italia ne abbiamo drammaticamente bisogno con quasi 10 milioni di case vuote, soprattutto in aree del genere. Questo, a sua volta, servirebbe a sgonfiare i prezzi delle altre località turistiche e a limitare i casi di “over-tourism”. In entrambi i casi l’ambiente ringrazierebbe.

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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