Boschi indeboliti, carrello della spesa più caro e pratini verdi solo per i ricchi: perché serve subito una gestione idrica e sociale a lungo termine.
di Sandro Angiolini
2 agosto 2026
In questo periodo le pagine dei media sono piene di articoli che riguardano i problemi delle altissime onde di calore e/o degli incendi che stanno distruggendo una quantità record di boschi. Accanto a queste problematiche ce ne sono varie altre collegate, ma forse meno evidenti, su cui più di un articolo è apparso questa settimana sull’autorevole The Guardian. Vediamo di cosa si tratta.
– Le foreste non soffrono solo perché si scatenano più facilmente gli incendi. Le siccità impoveriscono il suolo e i microrganismi che ci vivono e facilitano il prosperare di insetti in grado di danneggiare gli alberi stessi. Che così saranno meno resistenti a eventuali incendi;
– la crisi agricola: le altissime temperature dovute al cambiamento climatico stanno mettendo in profonda crisi la produzione di molte derrate. Non solo quelle che ci aspettiamo d’estate ma anche quelle che si raccolgono in autunno (come olive e uva). Nel frattempo le rese di cereali e frutta sono già diminuite rispetto alle loro medie usuali. Questo significa da un lato che noi pagheremo di più questi prodotti e dall’altro che gli agricoltori non beneficeranno comunque dei rincari perché sono sempre l’anello più debole della catena di valore complessiva;
– il punto precedente ci deve far riflettere su un altro importante aspetto: in molte zone/regioni d’Europa sono state introdotte norme che limitano il consumo di acqua per fronteggiare la siccità (quindi anche nel settore agricolo). Ma se non ci abituiamo a gestire meglio tali consumi anche nelle altre stagioni dell’anno faremo poco. Non si capisce davvero perché in Italia, con il clima che già conoscevamo, non si introducano regole e comportamenti più “risparmiosi” per ogni attività, così da farci trovare in condizioni migliori quando le siccità arrivano (ricordo per esempio che disperdiamo ancora circa il 41% di acqua dalle condotte di acqua potabile);
– in un articolo di The Guardian si evidenziava inoltre che, nonostante la grave situazione generale, in alcune proprietà come i college privati per ricchi (con rette annuali che partono da 60.000 €/anno) e nei campi da golf i pratini sono sempre verdi e perfetti grazie alla regolare irrigazione.
Il tema delle “disuguaglianze climatiche” è stato finora poco attenzionato dai media e dall’opinione pubblica in genere, ma è il caso di farlo. Mi sembra inoltre evidente che chi soffrirà maggiormente le ondate di calore saranno le famiglie più povere che non si possono permettere dei buoni impianti di climatizzazione in casa (sommando costo di acquisto e di funzionamento). Per questo sarebbe fortemente auspicabile una misura mirata di sostegno finanziario per quelle fasce di anziani poveri sulla cui salute il grande calore tende ad impattare di più.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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