Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Tasse verdi e deroghe d’oro: le contraddizioni del mercato del carbonio dell’UE

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Il sistema europeo di scambio delle emissioni applica il principio “chi inquina paga” ma l’esenzione per gran parte dei voli aerei rinvia la vera svolta ecologica.

 

di Sandro Angiolini
21 luglio 2026

Oggi m’imbarco in uno dei compiti più difficili da quando scrivo questo blog: spiegare perché esiste, come funziona e come cambierà l’ETS (Emission Trading System- tradotto letteralmente Sistema di Scambio dei diritti di Emissione) dell’Unione Europea. Nonostante sia attivo dal gennaio 2005 credo siano pochi quelli che lo conoscono, anche se nel tempo ne avranno probabilmente sentito parlare.

Si tratta di uno strumento di natura economica per spingere compagnie e imprenditori ad adottare tecnologie e metodi di produzione più risparmiosi di energia e in generale più sostenibili. In pratica: se tu impresa, quando produci un bene o eroghi un servizio, rilasci più CO2 nell’aria di certe soglie devi compensare questi gas acquistando diritti di emissione da altri soggetti che invece sono più “virtuosi” e dispongono così di crediti ambientali da vendere.

Ma a cosa serve tutto ciò? In primo luogo applica il principio “Chi inquina paga”, cioè chi emette di più paga di più di chi invece emette meno gas nocivi per il clima. In seconda battuta spinge progressivamente nel tempo chi ha impianti più obsoleti, sotto la pressione di questa tassa, a innovare cambiandoli con altri più sostenibili. A livello aggregato tutto ciò dovrebbe consentire di abbassare i consumi europei di energia da fonti fossili.

Il diavolo però sta nei dettagli e ce ne siamo accorti ancora una volta la settimana scorsa, quando la UE ha approvato una mini-riforma del sistema. L’UE decide (secondo il volere degli Stati membri) quali settori economici rientrano nel sistema e quali no; negli anni il numero di tali settori è aumentato ma ancora non abbraccia l’intera economia. È chiaro che quelli che non vi rientrano godono di un vantaggio competitivo rispetto ai primi.

Poi contano molto la disponibilità di dati attendibili sui livelli reali delle emissioni e i “valori soglia” per ogni settore, sopra ai quali si devono compensare le emissioni in eccesso. Per questo ogni Stato dovrebbe tenere aggiornati i suoi sistemi di monitoraggio in tal senso e far rispettare alle imprese i propri a livello di impianti.

Infine, contano tanto anche altre regole e disposizioni accessorie disposte di volta in volta. Per esempio, possono essere concesse delle quote gratuite a determinati settori per facilitare l’adattamento iniziale all’ETS. Da notare infine che una parte dei ricavi dell’ETS deve andare a compensare le fasce più deboli della popolazione che risentono maggiormente dell’aumento dei prezzi dei combustili fossili.

La cosa più semplice dell’intero sistema alla fine risulta essere lo scambio, cioè il mercato di questi diritti di emissione, che vengono messi all’asta su una piattaforma/borsa europea dove operano degli intermediari di cui le aziende si avvalgono.

Cosa è successo pochi giorni fa a Bruxelles? Che la Commissione Europea ha approvato una parziale modifica dell’ETS dove la maggior parte dei voli aerei (responsabili di una quota significativa delle emissioni totali di CO2 e di altri gas con effetto serra) sono ancora esentati dal rispetto del sistema.

Qual è il problema? Che così si ritarderà l’adeguamento del settore alle esigenze di lotta al cambiamento climatico e mancheranno dei fondi che potrebbero essere spesi per investire su tecnologie più innovative anche in altri segmenti dell’economia. In sostanza, non è rimandando la soluzione dei problemi che i problemi (specie quelli ambientali) si risolvono da soli.

 

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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