Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

L’Italia brucia, la politica ignora: la miopia collettiva sull’emergenza climatica

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Mentre il Mediterraneo si riscalda a ritmi record l’opinione pubblica troppo spesso invoca nuove autostrade invece di pretendere alberi e zone d’ombra.

 

di Sandro Angiolini
30 giugno 2026

Non c’è bisogno che ve lo scriva io: fa caldo, molto caldo, e troppa gente sta male o muore a causa di questo, soprattutto in Europa. In questi giorni i media sono pieni di notizie che lo ripetono ma spesso dimenticano di evidenziare alcuni aspetti che invece io ritengo importanti. Eccone una breve lista:

i soggetti tendenzialmente più colpiti dalle ondate di calore sono bambini, donne incinte e anziani. I primi non votano e i terzi hanno spesso difficoltà a farlo per le loro precarie condizioni di salute. Eppure tante scelte politiche recenti vanno proprio nella direzione di aggravare la situazione esistente;

l’Europa, che si affaccia in gran parte su un mare sostanzialmente chiuso come il Mediterraneo, è l’area che si sta riscaldando più in fretta a un ritmo doppio della media mondiale. Questo spiega perché la UE è da decenni la più impegnata nel contrastare il fenomeno. Ma per continuare a farlo ha bisogno della consapevolezza e dell’appoggio popolari;

– mesi fa un amico mi prendeva in giro come ambientalista evidenziandomi che a fine aprile gli toccava accendere il riscaldamento per via del troppo freddo: spero che lui (e tanti altri che ancora negano il cambiamento climatico) si ricredano;

– oltre alle conseguenze più visibili ed eclatanti le punte massime di temperatura comportano “piccoli” problemi nella vita quotidiana che probabilmente sottovalutiamo. Per esempio, ogni apparecchiatura elettronica ha degli intervalli ottimali in cui lavorare: per esempio i router Wi-Fi fino a circa 40 gradi, gli amplificatori Hi-Fi fino a 25-30 gradi centigradi. Oltre questi livelli qualcosa potrebbe non funzionare come si deve e ci potremmo rimanere male;

– per quanto riguarda invece i “grandi” problemi rimaniamo indietro: il 30 giugno si esaurisce il tempo per impiegare i fondi straordinari (in molti sensi) del PNRR. Di come siano spesi se ne sa poco o niente. Ma la gran parte dell’opinione pubblica sta più attenta ai ritardi dei treni e alla realizzazione di nuove autostrade piuttosto che agli interventi per l’adattamento delle città al crescente riscaldamento del clima: parliamo di ombreggiature di spazi aperti, installazione e corretta manutenzione di alberi e di verde in genere, nuovi punti di acqua etc. Tra qualche anno potremmo pentirci di questa miopia.

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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