Non solo stadi bollenti e rischi per gli atleti: i nuovi studi rivelano che il riscaldamento globale accelera la resistenza agli antibiotici.
di Sandro Angiolini
15 giugno 2026
In questa settimana una delle notizie che ha maggiormente interessato quasi tutti i media è stata quella dell’inizio dei Mondiali di calcio in Messico – USA – Canada. Che porta con sé anche alcune importanti riflessioni sul fronte ambientale.
Come i siti web del settimanale spagnolo El Pais e in Italia Lifegate hanno evidenziato, molti medici dello sport e climatologi hanno infatti espresso preoccupazione per le condizioni ambientali in cui potrebbero disputarsi alcune partite del torneo.
Secondo un rapporto del World weather attribution circa un quarto delle gare potrebbe svolgersi in condizioni di caldo e umidità superiori alle soglie di sicurezza indicate dal sindacato mondiale dei calciatori. L’agenzia giornalistica Reuters ha inoltre raccolto le preoccupazioni di scienziati ed esperti di salute sportiva che considerano il Mondiale del 2026 un importante banco di prova per il calcio in climi ormai sempre più caldi.
Il problema interessa ovviamente anche tifosi, volontari e i lavoratori impegnati negli eventi. Per questo motivo gli organizzatori hanno messo su stazioni per l’idratazione, aree di raffrescamento, tende climatizzate e altre misure per mitigare gli effetti del caldo nelle zone circostanti gli stadi.
Se gli impatti del cambio climatico sul calcio possono far sorridere qualcuno, quelli che stanno provocando in modo indiretto sulla nostra salute sono da prendere assolutamente sul serio. Ce lo ha detto una decina di giorni fa il sito “Rinnovabili”, evidenziando come la crisi climatica sia associata anche a un aumento dei geni di resistenza agli antibiotici e quindi a un maggior rischio di morte per malati che hanno bisogno di quel tipo di terapia.
La notizia in realtà si basa su uno studio (il primo di questo genere) pubblicato sulla rivista The Lancet Planetary Health. Riporto testualmente: “I risultati ottenuti hanno permesso di confermare l’idea che il cambiamento climatico acceleri l’evoluzione della resistenza nei serbatoi umani, animali e ambientali. La resistenza antimicrobica (AMR) sarebbe stata direttamente responsabile di 1,27 milioni di decessi a livello globale nel 2019 e avrebbe contribuito a 4,95 milioni di decessi fino al 2023. In base allo studio, la diffusione media globale di geni di resistenza agli antibiotici (ARG) nella Salmonella è aumentata del 38% rispetto ai livelli precedenti al 2010. Inoltre, i cambiamenti climatici sono associati a un aumento globale del 10% nell’abbondanza di ARG di Salmonella, con incrementi osservati in 82 Paesi su 100”.
In sostanza: se finora credevamo che i danni derivanti dal riscaldamento climatico fossero essenzialmente indiretti (siccità, alluvioni, uragani), ora sappiamo che sono in grado di toccare molto da vicino la nostra salute.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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