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La biodiversità di processi e prodotti agricoli può sconfiggere il clima

Foto da pagina Facebook Tenuta di Paganico.
Foto da pagina Facebook Tenuta di Paganico.
A via il progetto europeo Agromix al quale partecipa l’Università di Pisa. Le sperimentazioni saranno condotte a San Piero a Grado e a Civitella Paganico.

 

PISA – Un’agricoltura in grado di sostenere la sfida del cambiamento climatico per una gestione più sostenibile del territorio. E’ questo l’obiettivo di Agromix, un progetto europeo appena approvato al quale partecipa il Centro Ricerche Agro-ambientali “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa sotto la responsabilità scientifica di Daniele Antichi. Il consorzio Agromix, formato da 28 partner provenienti da 14 diversi Paesi europei, ha ricevuto un finanziamento di circa 7 milioni di euro e sarà attivo per i prossimi quattro anni.

“Noi come Centro Avanzi ci occuperemo di misurare e monitorare alcuni indicatori agro-ambientali e socio-economici dei sistemi agricoli biodiversi in relazione ai cambiamenti climatici – spiega Daniele Antichi – fra questi la stabilità nel tempo delle produzioni e la qualità dei prodotti, il sequestro di carbonio nel suolo e le ridotte emissioni di gas serra, il consumo idrico e il risparmio di concimi minerali, la redditività e le dinamiche dei prezzi”.

La sperimentazione avverrà a San Piero a Grado, nei campi del dispositivo sperimentale “Arnino LTE” su una superficie di circa 40 ettari sui quali si testano sistemi agroforestali in cui coesistono colture erbacee, animali al pascolo e alberi da legno, e presso l’azienda agricola “Tenuta di Paganico” di Civitella Paganico (Gr), dove si conduce a livello aziendale una forte integrazione tra allevamento animale e produzioni vegetali.

Attraverso il coinvolgimento delle aziende agricole e degli attori delle filiere interessate, il progetto guiderà la transizione dei sistemi agricoli verso una maggiore resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici, incrementando la biodiversità dei sistemi produttivi e diversificando il paniere dei prodotti.

Fonte: Università di Pisa

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